RelazioniRelazioni tossiche: come riconoscerle e come uscirne

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Relazioni tossiche: come riconoscerle e come uscirne

Capita a volte di sentirsi incastrati in una relazione. Ci si rende conto che quel rapporto non funziona più, eppure lo si continua a portare avanti, con conseguenze disastrose per l’autostima e il benessere personale. Le relazioni tossiche prosciugano le energie e fanno sentire senza via d’uscita. È importante quindi riconoscerle e capire come sia possibile uscirne.

Segnali per riconoscere una relazione tossica

Cadere nel circolo vizioso delle relazioni tossiche è più facile di quanto sembri. Si tratta, infatti, di relazioni d’amore che all’inizio sembrano funzionare bene ma che, con il passare del tempo, ci risucchiano in un vortice di sensi di colpa, di ansia e di malessere psicologico generale.
Per riconoscere una relazione tossica, possiamo identificare alcuni segnali che è bene non sottovalutare qualora siano presenti:

  1. Perdita di autonomia. Eliana Heresi, docente di Psicologia, rivela che il primo segnale che ci aiuta a riconoscere una relazione tossica è la perdita di autonomia e l’isolamento sociale, ad esempio rispetto alle amicizie e alla famiglia. Anche se nella fase iniziale dell’innamoramento questa mancanza può considerarsi fisiologica, una volta superata, normalmente si esce da questa forma di isolamento;
  2. Vani tentativi di recupero dell’indipendenza. Consiste nel tentativo da parte di uno dei partner di recuperare la propria indipendenza a cui segue la risposta negativa dell’altro;
  3. Violenza fisica;
  4. Violenza verbale e manipolazione. Spesso la rabbia si manifesta sotto forma di svalutazioni, sarcasmo, offese. Il partner diventa una sorta di bullo, che gioca sui punti deboli dell’altro e cerca di indurre un continuo senso di colpa e di inadeguatezza. Non dobbiamo immaginarci insulti espliciti ed eclatanti, ma talvolta si tratta di frasi sottili e pungenti che ripetute più volte innescano nella vittima il pensiero di non essere mai abbastanza (ad esempio: “Tanto non puoi capire”, “Non vali niente”);
  5. Bassa autostima. È la conseguenza della svalutazione continua e delle difficoltà che ci si trova ad affrontare ogni giorno nella relazione, che risucchia energie, serenità e benessere;
  6. Litigiosità. Nelle relazioni tossiche il confronto dialettico sano sfocia quasi sempre in un conflitto dove l’unico scopo diventa quello di ferire l’altro;
  7. Relazione asimmetrica. L’esistenza di un ruolo dominante da parte di uno dei partner (o anche di entrambi a seconda della situazione) impedisce lo sviluppo personale e favorisce le situazioni di dipendenza, manipolazione o maltrattamento;
  8. Ansia. Le persone tossiche sono molto brave a creare pretesti per litigare e sono molto abili a individuare e colpire i punti deboli dei loro avversari. Avere a che fare con loro è quindi comprensibilmente fonte di ansia.

Come evitarla

Vediamo ora qualche consiglio utile a evitare di incappare nella trappola di una persona tossica:

  • All’inizio di una frequentazione amorosa è difficile cogliere eventuali segnali d’allarme che riguardano l’altra persona poiché siamo coinvolti da un turbinio di emozioni e sensazioni positive ed esaltanti. Dobbiamo però cercare di prenderci il tempo necessario per conoscere l’altro. Cerchiamo di non buttarci tra le braccia di una persona che ci riempie di attenzioni e di parole romantiche ma che (spesso) reclama anche un rapporto esclusivo con noi creandoci il vuoto intorno;
  • Dobbiamo stare attenti ai segnali che abbiamo elencato poco sopra. Ad esempio, dobbiamo sospettare di una persona che passa dall’adulazione e dalle carinerie alla collera. Come in tutte le cose, anche nelle relazioni, serve equilibrio.

Come uscirne

Ma se disgraziatamente siamo già caduti nella trappola della relazione tossica e non sappiamo come uscirne?
Partiamo dal presupposto che non è mai semplice dare un taglio a queste relazioni per una serie di motivi. Ad esempio, il dover superare la paura di rimanere soli, i sensi di colpa innescati dalla manipolazione (“Non troverai mai nessuno come me”), i mille dubbi che insorgono a causa di un’autostima intaccata e la flebile ma presente speranza che l’altro possa prima o poi cambiare.
Detto ciò, uscirne è possibile. Vediamo insieme alcuni consigli utili al riguardo.

  • Il primo passo è ammettere che qualcosa non va. A differenza di quanto possa sembrare, questo passaggio è tanto importante quanto complicato. Infatti, bisogna fare i conti con il fallimento, affrontare i sensi di colpa e (a volte) dare ragione alle persone intorno che ci mettevano da tempo in guardia da tale relazione;
  • È poi necessario raccogliere tutte le energie possibili. Questa parte non va sottovalutata perché altrimenti si rischia di cominciare questo percorso senza la giusta motivazione. Un po’ come se non ci si fosse allenati per una maratona e a metà percorso si rimanesse senza fiato;
  • Liberarsi di un partner con le caratteristiche che abbiamo elencato fino ad ora non è semplice perché vi è il rischio di precipitare in episodi di stalking o di violenza. Quindi, è necessario mettere in atto le adeguate precauzioni del caso;
  • È consigliabile tagliare totalmente i ponti: niente telefonate, messaggi o mail. Queste persone utilizzerebbero tali mezzi per persuadere con lo scopo di ricostruire il legame;
  • Dopo la rottura bisogna concedersi il tempo di soffrire per poi rinascere. In questo momento di transizione bisogna prendersi cura di sé, chiedere aiuto ad amici e familiari e, all’occorrenza, ad uno Psicologo.